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29 gen 2015

Parole...

Le parole sono strumenti. In un libro, in un giornale, in una canzone.
Quando esci, quando sei a casa, quando sei solo o in compagnia, le parole ti circondano.
Non si è mai scritto tanto da quando esistono chat e sms.
Non si è mai scritto e letto tanto da quando esistono internet, i motori di ricerca, i forum, i social nertwork.
Ti basta un click e puoi arrivare a conoscere un cantautore lontano miglia da te che trasforma le poesie in canzoni, un click e puoi aver notizia di uno scrittore poco conosciuto che non ha i suoi lavori sugli scaffali di una libreria.
Così le parole corrono su internet come i neuroni all'interno dei nostri cervelli. Da un punto all'altro del pianeta, in un istante, in un battito di ciglia. Sei a Tokyo, un secondo dopo a Washington, un click e sei a Copenaghen. Più di 500 milioni di chilometri quadrati vengono ogni secondo attraversati da centinaia  e centinaia di parole.
Le parole sono strumenti. Esprimono sentimenti, uccidono, esaltano, rincuorano. Non sono solo mezzo di trasmissione di informazione, ma trasformano ogni pensiero ed astrattezza della nostra mente in qualcosa di eterno.

 Miriam B.

Verba volant scripta manent. Scripta manent ingenium volat...

"Words" in the world
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26 gen 2015

Quattro righe di una storia

Ho letto tanto nella mia vita ma pochi fantasy, pochissimi. Di J.R.R. Tolkien quasi tutto, di George R.R. Martin non molto, l'ho scoperto solo di recente, e mi manca ancora qualcosa. Sono gli unici che in qualche modo sono riusciti a tenermi incollati al libro. Tutto quello che leggevo, anche di scrittori fantasy affermati come Terry Brooks, non mi piaceva nulla o non mi prendeva. Non mi capita mai di lasciare un libro a metà, ma mi è capitato solo leggendo un fantasy.
Ero alla ricerca di qualcosa, qualcosa che mancava.

Di fantasia ne ho sempre avuta, sin da quando da piccola facevo i capricci per avere la macchina da scrivere di papà. Scrivere mi divertiva, era un gioco, e facevo anche divertire con i miei racconti stravaganti.


Non è stato però sempre così, per gran parte del liceo ho odiato scrivere, ma non perché non mi piacesse più, ma perché improvvisamente, dopo anni, non piaceva più a nessuno, anzi...


Se in quel periodo la stima in me stessa non è mai stata così bassa, mai è scemato il piacere del leggere, anche quando avevo da studiare libri da centinaia di pagine per gli esami universitari. Di tanto in tanto scrivevo racconti intorno al mio personaggio di World of Warcraft, ma ogni qualvolta mi rileggevo, sentivo che mancava qualcosa. Come quando leggevo un libro fantasy e non riuscivo ad appassionarmi alla storia.

Il pozzo delle delusioni non si è mai svuotato. Ne ho raccolte tante, e per quanto mi sforzassi di attingere risultati e soddisfazioni, non facevo che portare a galla frustrazioni e rimpianti.