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9 mag 2018

Il lato oscuro del fantasy

Quando ho ricominciato a scrivere, circa sei anni fa, pensavo di aver riscoperto un piacevole hobby.
Oggi, mi rendo conto che non è più solo questo.
Si apprezza davvero qualcosa solo quando lo si è perso: una frase banale, che abbiamo sentito centinaia di volte; quando la ascoltiamo in un film o la leggiamo in un libro la riteniamo stucchevole per l'abuso che negli anni ne è stato fatto. Credo sia stato Shakespeare il primo a esprimere a parole questa sensazione di aver amato, perso e infine rimpianto, ma che sia stato lui o qualcun altro, certo è che si tratta di una sensazione che tutti, almeno una volta nella vita, abbiamo sperimentato.
Nel mio caso, la mia perdita è stata solo momentanea e mi ha aiutato ad apprezzare ancora di più ciò che amo di più: la scrittura. Ho trascorso un mese, a causa di un infortunio al braccio sinistro, lontano dalla tastiera. Quando è accaduto, ho pensato che fosse un'occasione buona per fermarmi a respirare e riposare. Ho letto tre libri in una settimana e macinato ore e ore di serie TV fino a che non mi sono resa conto che di quel riposo, in fondo, non ne avevo veramente bisogno; che nel bene e nel male la mia routine giornaliera non mi dispiaceva e che mi mancava tantissimo scrivere.
Quell'attività a cui ormai dedicavo sempre meno ore del mio tempo, improvvisamente è diventata il fulcro, ahimè mancante, della mia giornata. 

Se hai sete, bevi. Non è così?
E io ero tremendamente assetata; così ho preso una penna a sfera e un quaderno a righe, e ho ripreso a scrivere su carta la mia storia. Ho creduto così di appagare quell'insoddisfazione che mi rendeva inquieta, ma ci sono riuscita solo in parte. 

Prima che iniziassi la fisioterapia di recupero, ero demoralizzata. Purtroppo non riesco a essere ottimista, nella mia testa non c'è mai un angioletto e un diavoletto tra cui scegliere; ce n'è sempre una sola, di voce, ed è negativa, pessimista, mi butta giù e non mi solleva mai su. 
Per fortuna quella voce si sbagliava, ho recuperato in fretta, e appena sono riuscita a girare la mano sinistra nella posizione giusta ho iniziato la trascrizione al PC: non vedevo l'ora di finire per riprendere la stesura vera e propria!

Nel mezzo, è giunta la notizia della selezione, da parte dell'Associazione Culturale "La Cooltura", e della pubblicazione di un mio racconto: "Lo Storyteller".
(Il racconto è nella sezione horror dell'antologia edita da "Il Terebinto Edizioni" ed è acquistabile on-line, in formato e-book e in copertina flessibile, su Amazon a questo indirizzo https://www.amazon.it/Antologia-laCOOLtura-narrativa-Vol-2-ebook/dp/B07BSSDXCR/ref=tmm_kin_swatch_0?_encoding=UTF8&qid=&sr=.)

"Lo storyteller"
In un futuro lontano in cui i libri non esistono più, un giovane ambizioso accetta di lavorare privatamente come scrittore presso una ricca signora. Sicuro di star realizzando il sogno della sua vita, si accorgerà presto che potrà ottenere ciò che desidera solo a un caro prezzo…

Chi ha letto "Lo storyteller" lo ha inquadrato in un tipologia di racconto dell'orrore, vicina a Lovecraft ed Edgar Allan Poe, che in qualche modo consacra il mio passaggio al lato oscuro del fantasy.